Non voglio gestire la mia scrivania

26 Gennaio, 2023 - Tempo di lettura: 3 minuti

Qualche giorno fa ho aggiornato sistema operativo sul computer e mi sono trovato con la brutta sorpresa che il mio windows manager non era compatibile. Sono tornato quindi al windows manager di default del sistema.

Per quale assurdo motivo vorrei una finestra nascosta dietro un altra? 🤯
- Francesco Barresi circa nov 2021

Tragedia! ogni volta che aprivo un programma dove fermarmi a pensare dove posizionare le finestra, poi prendere il mouse e trascinarla sul posto scelto e spesso anche ridimensionarla.

Se prima (di usare un tiling manager) non capivo per quale motivo qualcuno li volesse usare, adesso non capisco perché non lo usano tutti.

Il mio ragionamento prima era: "la mia scrivania la organizzo come mi trovo meglio".

Non vedevo la falla nel ragionamento. Abbiamo le migliori e peggiori novità tecnologiche che ci assistono in tante cose, ma per qualche strano motivo il tedioso e poco utile compito di posizionare le finestre sulla scrivania è rimasto in carico a noi.

Adesso il mio ragionamento è: "la scrivania non la organizzo". Quando apro un programma è evidente che questo si deve posizionare sulla scrivania in maniera che io lo possa utilizzare.

Non voglio usare il mio tempo per posizionare le finestre.

Brevemente, un Tiling Windows Manager è un programma che permette di organizzare le finestre aperte sullo schermo in una disposizione "a piastrelle", invece di sovrapporle l'una sull'altra come avviene nella maggior parte dei sistemi operativi tradizionali.

Secondo la mia esperienza i due vantaggi principali di utilizzare un gestore finestre Tiling sono:

  1. Maggiore produttività: con le finestre organizzate in modo ordinato e facilmente accessibili, si può passare rapidamente da un'attività all'altra senza dover cercare tra le finestre sovrapposte.

  2. Utilizzo efficiente dello schermo: un gestore finestre Tiling consente di utilizzare lo schermo in modo più efficiente, poiché le finestre vengono adattate perfettamente alla dimensione dello schermo e non vengono lasciati spazi vuoti.

Questi due vantaggi già li ritengo sufficienti per giustificare l'utilizzo di un Windows Tiling Manager. Ti danno un reale ed effettivo miglioramento di prestazioni, perché non ti devi curare di tutte queste finestre aperte sulla tua scrivania.

Per sfruttare al massimo questa modalità di lavoro, consiglio di utilizzare un meccanismo per cui tu possa richiamare una finestra aperta senza sapere dove si trova. Su Mac OS può essere semplicemente Cmd+Space o Alfred, su linux è pieno, su windows non saprei. Con questa aggiunta non solo non devi organizzare le finestre, ma poco ti importa dove sono perché le richiami in un attimo scrivendo il loro nome.

Vai, adesso, installa un Windows Tiling Manager... mi potrai ringraziare dopo.


Vivere più ore fa bene

23 Luglio, 2021 - Tempo di lettura: 3 minuti

Islanda sperimenta riduzione delle settimane lavorative più corte, passando da 40 ore a 35 ore. Partecipato alla sperimentazione 2500 lavoratori dal 2015 al 2019. Hanno rilasciato recentemente il report con i risultati.

L'esito della sperimentazione è stato così positivo che adesso 86% della forza lavorativa lavora meno ore o ha acquisito la possibilità di ridurre le ore.

L'Islanda ha scoperto che vivere più ore fa bene a tutti.

Vivere più ore aiuta ad avere una vita più salutare.
Vivere più ore aiuta a creare relazioni significative con la famiglia.
Vivere più ore aiuta a passare più tempo con gli amici.
Vivere più ore aiuta a creare delle relazioni poi sane per tutti.
Vivere più ore aiuta a lavorare più sereni e più efficaci.

Insomma, vivere più ore fa bene. Lo sapevamo già ma avere dati e testimonianze che lo mostrano fa bene a tutti.

Qui di seguito riporto alcuni estratti del report che vi invito a leggere nella sua interezza.

Logorata da lunghe ore di lavoro, la forza lavoro islandese è spesso affaticata, il che si ripercuote sulla sua produttività. In un circolo vizioso, questa minore produttività finisce per richiedere giorni lavorativi più lunghi per "recuperare" la produzione persa, abbassando ulteriormente la "produttività oraria".

C'è un corpo consolidato e crescente di prove a sostegno dell'ipotesi che la riduzione dell'orario di lavoro può aumentare la produttività e migliorare il benessere dei lavoratori e l'equilibrio tra lavoro e vita privata. Una chiave per questo è la riorganizzazione del lavoro e le pratiche di lavoro stabilite.

Nel complesso, i risultati delle prove mostrano che le riduzioni delle ore di lavoro:
- Mantenuto o aumentato la produttività e la fornitura di servizi.
- Migliorato il benessere dei lavoratori e l'equilibrio tra lavoro e vita privata.

I dati quantitativi e qualitativi esaminati forniscono un'importante prova nel mondo reale dei benefici della riduzione dell'orario di lavoro, disarmando le preoccupazioni per il calo della produttività e sostenendo le affermazioni sul miglioramento del benessere dei lavoratori.

Le prove islandesi sono state un grande successo. Sulla base dell'analisi di una vasta gamma di dati, possiamo vedere che i lavoratori hanno sperimentato un aumento significativo del benessere e dell'equilibrio tra lavoro e vita privata - il tutto mentre i livelli esistenti di fornitura di servizi e di produttività sono stati almeno mantenuti, e in alcuni casi migliorati. I timori di eccessivi straordinari si sono rivelati infondati

Gli effetti benefici includono:
- Meno stress a casa.
- Maggior tempo trascorso con la famiglia e con gli amici.
- Più tempo per se stessi.
- Più tempo per le faccende e le attività domestiche.

È importante notare che i benefici diffusi sulla salute fisica e psicologica, che abbiamo visto qui descritti dai partecipanti alle prove, sono stati sostenuti nel lungo periodo delle prove.
Questo ci può portare a sperare in effetti trasformativi a lungo termine sulla salute dei lavoratori, grazie alla riduzione dello stress e del burnout insieme al miglioramento del morale e del benessere sul lavoro.

La traduzione degli estratti dall'inglese all'italiano eseguita con https://www.deepl.com/translator


Parte la sperimentazione italiana per l'espressione del voto in via digitale

11 Luglio, 2021 - Tempo di lettura: 2 minuti

Il ministero del interno decreta l'avvio della sperimentazione di "modalità di espressione del voto in via digitale".

Bene sperimentare, ma attenzione perché qui si gioca veramente con il fuoco. Si mette a serio rischio letteralmente la democrazia.

Leggendo il decreto si intravede la volontà di avere un approccio aperto. Il decreto prevede la pubblicazione aperta del  codice.

Lo sviluppo alla luce del sole è essenziale ma ancora più importante l'attenzione fin dal inizio alla sicurezza di tale sistema. Al punto 6 del articolo 5 si decreta che lo sviluppo avverra nel rispetto delle linee guida della AgID per la sicurezza.

6. Il sistema di voto elettronico è sviluppato nel rispetto delle linee guida dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) per lo sviluppo di software sicuro e delle disposizioni in materia di sicurezza cibernetica.

Il problema più grande con il voto digitale è che cambia radicalmente il modello delle minacce rispetto al attuale voto cartaceo. In particolare diminuisce in maniera molto significativa la sforzo necessario per interferire.

Mentre per la votazione cartacea serve un esercito di persone coinvolte a più livelli e distribuita su tutto il territorio nazionale e internazionale, con la votazione digitale si può interferire da remoto agendo con una piccola squadra specializzata direttamente sul sistema digitale. Diventa quindi molto più importante la sicurezza, segretezza e integrità del voto nel caso digitale.

Una idea interessante da esplorare è quella di creare un sistema distribuito per cui non c'è un unico punto centrale da attaccare. Questo unito a tutti i requisiti di software sicuro potrebbero riportare lo "sforzo necessario per Interferire" a una soglia sufficientemente alta.

Il tema è così delicato e complesso che vedrei bene uno sforzo congiunto europeo. Per beneficiare a vicenda delle proprie esperienze e punti di forza, mantenendo le peculiarità di ogni stato.

Credo inoltre che sia d'interesse di tutti che ogni stato abbia un valido sistema di voto digitale.

Non credo sia ancora il momento d'iniziare a usare un sistema digitale di voto, ma prima o poi diventerà utile.

Meglio iniziare a sperimentare prima che sia urgente.