Vivere più ore fa bene

23 Luglio, 2021 - Tempo di lettura: 3 minuti

Islanda sperimenta riduzione delle settimane lavorative più corte, passando da 40 ore a 35 ore. Partecipato alla sperimentazione 2500 lavoratori dal 2015 al 2019. Hanno rilasciato recentemente il report con i risultati.

L'esito della sperimentazione è stato così positivo che adesso 86% della forza lavorativa lavora meno ore o ha acquisito la possibilità di ridurre le ore.

L'Islanda ha scoperto che vivere più ore fa bene a tutti.

Vivere più ore aiuta ad avere una vita più salutare.
Vivere più ore aiuta a creare relazioni significative con la famiglia.
Vivere più ore aiuta a passare più tempo con gli amici.
Vivere più ore aiuta a creare delle relazioni poi sane per tutti.
Vivere più ore aiuta a lavorare più sereni e più efficaci.

Insomma, vivere più ore fa bene. Lo sapevamo già ma avere dati e testimonianze che lo mostrano fa bene a tutti.

Qui di seguito riporto alcuni estratti del report che vi invito a leggere nella sua interezza.

Logorata da lunghe ore di lavoro, la forza lavoro islandese è spesso affaticata, il che si ripercuote sulla sua produttività. In un circolo vizioso, questa minore produttività finisce per richiedere giorni lavorativi più lunghi per "recuperare" la produzione persa, abbassando ulteriormente la "produttività oraria".

C'è un corpo consolidato e crescente di prove a sostegno dell'ipotesi che la riduzione dell'orario di lavoro può aumentare la produttività e migliorare il benessere dei lavoratori e l'equilibrio tra lavoro e vita privata. Una chiave per questo è la riorganizzazione del lavoro e le pratiche di lavoro stabilite.

Nel complesso, i risultati delle prove mostrano che le riduzioni delle ore di lavoro:
- Mantenuto o aumentato la produttività e la fornitura di servizi.
- Migliorato il benessere dei lavoratori e l'equilibrio tra lavoro e vita privata.

I dati quantitativi e qualitativi esaminati forniscono un'importante prova nel mondo reale dei benefici della riduzione dell'orario di lavoro, disarmando le preoccupazioni per il calo della produttività e sostenendo le affermazioni sul miglioramento del benessere dei lavoratori.

Le prove islandesi sono state un grande successo. Sulla base dell'analisi di una vasta gamma di dati, possiamo vedere che i lavoratori hanno sperimentato un aumento significativo del benessere e dell'equilibrio tra lavoro e vita privata - il tutto mentre i livelli esistenti di fornitura di servizi e di produttività sono stati almeno mantenuti, e in alcuni casi migliorati. I timori di eccessivi straordinari si sono rivelati infondati

Gli effetti benefici includono:
- Meno stress a casa.
- Maggior tempo trascorso con la famiglia e con gli amici.
- Più tempo per se stessi.
- Più tempo per le faccende e le attività domestiche.

È importante notare che i benefici diffusi sulla salute fisica e psicologica, che abbiamo visto qui descritti dai partecipanti alle prove, sono stati sostenuti nel lungo periodo delle prove.
Questo ci può portare a sperare in effetti trasformativi a lungo termine sulla salute dei lavoratori, grazie alla riduzione dello stress e del burnout insieme al miglioramento del morale e del benessere sul lavoro.

La traduzione degli estratti dall'inglese all'italiano eseguita con https://www.deepl.com/translator


Parte la sperimentazione italiana per l'espressione del voto in via digitale

11 Luglio, 2021 - Tempo di lettura: 2 minuti

Il ministero del interno decreta l'avvio della sperimentazione di "modalità di espressione del voto in via digitale".

Bene sperimentare, ma attenzione perché qui si gioca veramente con il fuoco. Si mette a serio rischio letteralmente la democrazia.

Leggendo il decreto si intravede la volontà di avere un approccio aperto. Il decreto prevede la pubblicazione aperta del  codice.

Lo sviluppo alla luce del sole è essenziale ma ancora più importante l'attenzione fin dal inizio alla sicurezza di tale sistema. Al punto 6 del articolo 5 si decreta che lo sviluppo avverra nel rispetto delle linee guida della AgID per la sicurezza.

6. Il sistema di voto elettronico è sviluppato nel rispetto delle linee guida dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) per lo sviluppo di software sicuro e delle disposizioni in materia di sicurezza cibernetica.

Il problema più grande con il voto digitale è che cambia radicalmente il modello delle minacce rispetto al attuale voto cartaceo. In particolare diminuisce in maniera molto significativa la sforzo necessario per interferire.

Mentre per la votazione cartacea serve un esercito di persone coinvolte a più livelli e distribuita su tutto il territorio nazionale e internazionale, con la votazione digitale si può interferire da remoto agendo con una piccola squadra specializzata direttamente sul sistema digitale. Diventa quindi molto più importante la sicurezza, segretezza e integrità del voto nel caso digitale.

Una idea interessante da esplorare è quella di creare un sistema distribuito per cui non c'è un unico punto centrale da attaccare. Questo unito a tutti i requisiti di software sicuro potrebbero riportare lo "sforzo necessario per Interferire" a una soglia sufficientemente alta.

Il tema è così delicato e complesso che vedrei bene uno sforzo congiunto europeo. Per beneficiare a vicenda delle proprie esperienze e punti di forza, mantenendo le peculiarità di ogni stato.

Credo inoltre che sia d'interesse di tutti che ogni stato abbia un valido sistema di voto digitale.

Non credo sia ancora il momento d'iniziare a usare un sistema digitale di voto, ma prima o poi diventerà utile.

Meglio iniziare a sperimentare prima che sia urgente.